in occasione della giornata internazionale per la eliminazione della violenza nei confronti della donna per il semplice fatto del suo essere donna
Viviamo in una società dove “portare rispetto” verso l’altro è ormai un atteggiamento raro.
Il rispetto non sta scritto nelle leggi, ma di certo nei cromosomi del nostro DNA. Il rispetto è quell’atteggiamento che nasce dalla consapevolezza del valore di qualcosa o di qualcuno, cioè del valore dell’essere umano. Il rispetto è quella volontà di fermarsi davanti alla sacralità dell’essere umano.”
La violenza è un fenomeno strutturale della intera comunità internazionale, delle nostre società; e viene usata come uno strumento di controllo della vita della donna, influendo su ogni spazio della esistenza femminile: in famiglia, al lavoro, per la strada, sui giornali, nei tribunali, negli ospedali, nella scuola
In questo momento è in discussione il diritto alla vita della donna.
E’ compito della società svolgere un ruolo fondamentale. Noi tutti siamo parte del puzzle della società civile e con ogni nostro gesto possiamo contribuire a creare quelle “misure necessarie per promuovere i cambiamenti nei comportamenti socio culturali” e vigilare affinché CULTURA, USI; COSTUMI, RELIGIONE, TRADIZIONI e c.d. ONORE” non possano essere utilizzati per giustificare la violenza.
Il cambiamento culturale in atto avviene sia in modo naturale sia con il supporto normativo.
Le leggi, però, non bastano perché non tutti i risultati possono essere ottenuti con misure legislative; il rispetto e la civiltà non possono essere imposti con una norma coercitiva della serie “art. 1 chiunque deve essere civile”.
Serve un controllo sociale e questo non può essere imposto ex lege.
Ognuno di noi è chiamato a indossare un paio di occhiali (rossi) per riuscire a “vedere” e riconoscere i segnali della violenza ed agire in modo consapevole per eliminarla
IO TI RISPETTO
